4. Espressioni

Il nostro San Valentino comunista, con i Beatles & Billy Idol

Di Gentiana Minga

Il primo fu l’amore irraggiungibile per il partigiano, che appena scopre la morte della sua amata si presenta davanti ai soldati tedeschi e si fa uccidere mentre spara all’impazzata circondato da una nube di polvere mortale. Nei libri scolastici l’evento fu descritto come il sacrificio sublime del partigiano per la causa giusta. Anni dopo, da adulta e con un’altra chiave di lettura, capii che era il suicidio di un uomo, un atto d’amore verso la sua amata che non poté mai sfiorare. Mi raccontavano la storia di questa partigiana trovata morta in mezzo ad un bosco, immersa in una pozza di sangue. Un colpo secco alla testa. Non si saprà mai l’esecutore. Forse un pretendente respinto. Presumo che il compagno, logorato dai dubbi terrificanti, al prossimo combattimento decise di scontrarsi con il nemico a petto scoperto. Per noi, nipoti dei comunisti di una volta, questo ragazzo era un vero amante, il macio, uomo giusto per un San Valentino comunista, e ognuna di noi almeno tra le cugine, immaginava come uomo della vita un battagliere che si faceva uccidere per lei…

"Luis Miguel" a San Remo nel 1985. fonte:  Wikipedia -

“Luis Miguel” a San Remo nel 1985. fonte: Wikipedia –

Ovviamente aveva poco in comune con El Sol del Mexico, la cui apparizione ci fecce dimenticare il partigiano, in circa quattro minuti. Una cometa. El sol del Mexico, il cantante prodigo di solo quattordici anni che nel 1985 incantò i giovani al Festival di Sanremo con “Noi ragazzi di oggi”. Quel viso abbronzato e i capelli lunghi erano l’espressione angelica intubata in costume color miele. Per noi, bambine di tredici anni che leggevamo di nascosto i libri gialli come The Apple Tree di John Galsworthy, non perché polizieschi ma perché vietati, vedere di nascosto Sanremo era un atto di resistenza contro il regime, un pugno, benché fanciullesco, ai nostri familiari che continuavano a non vedere l’ipocrisia dei funzionari despotici e incolti. Non capivano che non era quello il comunismo per il quale avevano combattuto i nostri nonni, e che vedere i cantanti proibiti e scambiare di nascosto delle poesie di Arthur Rimbaud era un fallimento per la libertà del pensiero.

La libertà vietata diventava preziosa e indimenticabile. Eravamo circa 5 ragazze di 13 anni che trascorrevano delle notti intere senza chiudere occhio sognando un possibile incontro con Luis Miguel. Tutte in cerca di notizie, foto, storie d’amore. La storia più banale a noi arrivava intrigante ed affascinante. Il sistema era ferreo. Ad ogni momento il nostro segreto metteva a rischio le nostre famiglie. Per vedere Sanremo ci si affidava a un semplice baratolo di lata, in albanese “kanoçe”, che bravi ingeneri trasformavano in antenna televisiva con la quale potevamo vedere i programmi stranieri e sbirciare il mondo oltre i confini.

Lo consideravamo un vero eroismo, e ci vantavamo delle nostre peripezie per vedere un pezzo di Sanremo, o un Hit-parade di sabato.

Billy_Idol

Billy Idol

Potevamo causare anni di carcere ai nostri parenti solo per un attimo di Duran Duran, The Wild Boys, o, peggio ancora, Cradle of Love: quel pazzoide di Billy Idol

Un giorno, una di noi trovò una foto di Luis Miguel. La foto era di un nostro conoscente che tentò di vendercela a fior di soldi. Non ci abbiamo pensato neanche due secondi. Abbiamo messo insieme tutti i nostri risparmi per comprare il nostro idolo. Ce lo dividevamo: un giorno da ciascuna. E il giorno che spettava a me, mia mamma trovò la foto sotto il mio cuscino mentre cercava uno dei suoi libri. Furiosa, me la fecce a pezzi. Mi servirono giorni e giorni per riattaccare pezzi piccoli e grossi, naso con le labbra, occhi con la fronte…

Ma come tutti gli amori fluidi anche questo si placò e, di seguito, il nostro tempio fu occupato prepotentemente da coloro che costruirono da lì in poi il nostro modo di vivere. Ovviamente sto parlando dei Beatles e in particolare di John Lenon.

beatlesCominciarono i diari nascosti con le foto dei ragazzi del Liverpool, le nostre chimere spiccarono un volo infrenabile, entrarono in una dimensione che non ci apparteneva, e che non apparteneva neanche a John, debole e fragile come era.

Come faceva a sopportare il suo talento delirante e incontenibile per un umano come lui? Troppo sensibilità dentro, troppa delizia per il suo cuore delicato…

Cosi pensavamo mentre la dittatura stava perdendo forza, e tutto d’un colpo ci trovammo al tramontar dei nostri amori. Evidentemente da liberi capimmo che la libertà non aveva migliorato le altre società, che non bastavano talenti come John Lennon a cambiare il mondo, e che Nutopia, il posto senza terre e senza frontiere era rimasto appunto una Utopia. Se avessi scoperto la rana crocifissa di Martin Kippenberger nell’Albania degli anni 80 avrei pensato che la rana era una proposta d’amore andata male, sacrificata solo perché nessuno trovò il coraggio di baciarla… A dire il vero, la penso ugualmente anche oggi. Oggi, che mentre si parla dell’amore fino allo svenimento, in continuazione centinaia di corpi umani galleggiano sul mare come dei pesci avvelenati. Semplicemente cosi. seguendo i sogni, che per quanto potrebbero essere diversi dal mio, sono sempre sogni d’attrazione verso qualcosa o qualcuno…

A mio parere, se alla rana non viene offerto una possibilità, rimarrà perennemente una rana sacrificata perché brutta e ubriaca. Di disperazione forse …

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