1. Le parole sono importanti!

Io lavoro all’Isola dei fiori

Il diploma di Master. E poi la ricerca di un lavoro. O di uno stage, eventualmente anche non pagato, ciò che é quasi normale. Un lavoro oppure uno stage. L’uno e l’altro non vogliono dire più niente, e finiscono per equivalersi. L’uno in assenza dell’altro, in attesa dell’altro, in preparazione dell’altro, in rinuncia dell’altro. In questa spirale infernale, é considerato assolutamente normale fare del volontariato finalizzato a migliorare le proprie possibilità di essere assumibili. Nondimeno, gli annunci di volontariato e di stage gratuiti sono ovunque.

Una cinquantina di lettere di motivazione e curriculum inviati, in inglese ed in francese. Una cinquantina soltanto da quando hai iniziato a conteggiarli, classificarli, archiviarli. Le risposte ricevute si contano sulle dita di una mano. Ovviamente tutte negative, e per la maggior risposte standardizzate. Risposte standardizzate per candidature standardizzate inviate da persone standardizzate.

La scelta sembra aleatoria.

Ti ricordi come si generava un numero aleatorio in visual basic ?

« rnd1.Next() restituisce un numero casuale non negativo ».

Un amico ti ha detto che le grandi aziende ricevono talmente tanti CV che é inevitabile che il loro trattamento sia effettuato elettronicamente con l’ausilio di programmi che andrebbero a rintracciare delle parole chiave. Pertanto é d’importanza capitale conoscere ed utilizzare le parole chiave giuste per avere qualche speranza di essere sorteggiati affinché un essere umano stampi il vostro curriculum e vi inviti per un colloquio. Pertanto, prima di finire nel cestino, si presume che il curriculum sia prodotto da un getto d’inchiostro di stampante.

Scopri cosi’ il dolore, accarezzi la depressione, sfuggi i momenti di socialità, ritardi le telefonate alla famiglia, preferisci non conoscere persone nuove per evitare le domande, le prime, spesso le uniche, che lanciano una conversazione.
La nostra identità é prima di tutto il mestiere che svolgiamo.
Che cosa orribile, quanta violenza facciamo, soprattutto a chi un lavoro non ce l’ha. Dovremmo, tutti, riflettere a domande diverse per parlare anche d’altro quando incontriamo qualcuno. In un mondo dove il lavoro é in corso di abolizione, dovremmo pur trovare altri argomenti di conversazione!

« Imparare a lavorare é un disimparare a trovare e perfino a cercare un senso ai rapporti non strumentali con l’ambiente circostante e gli altri »1.

Passano settimane e mesi. Ti rendi conto che hai risparmi per tirare avanti ancora un mese. Dopo aver inviato o scritto e lasciato a metà -nelle fasi più acute della disperazione- candidature che sono in totale contraddizione con i tuoi valori, la forza di gravità ti riporta sulla pista di lancio delle tue ambizioni.

Torni a pensare, a torto, che l’ascensore sociale non funzioni. Funziona eccome, ma solo per scendere in basso.DSC_0016

Allora ti adegui, ed adegui il tuo CV facendone una versione « petits boulots » (lavoretti). Ed invece di cambiare il tuo nome impronunciabile e la tua foto da meteco (perché ti eri ormai convinto che il problema non era il tuo CV, ma che il problema eri tu)2, decidi di togliere i diplomi più elevati, le troppe lingue che sai parlare, le troppe esperienze di lavoro, rimuovi il tuo spirito critico, la tua cultura generale.

Ora che sei svuotato di te stesso, sei pronto a metterti la divisa -qualsiasi divisa- per non riconoscerti e non farti riconoscere. Sei pronto a scendere ai piani sottostanti di questa civiltà sfavillante. Là dove la servitù depone la propria pelle per vestire una nuova maschera.

Ormai é solo questione di tempo. Lo senti, sei sereno. Sai che qualcuno sorteggerà il tuo CV con formule molto meno aleatorie. Se accetti di prendere l’ascensore e scendere in basso, un nome complicato e una faccia abbronzata sono delle qualità apprezzate. Non serve neanche stampare le due pagine della nuovissima versione del tuo CV.

Ti ritrovi cosi’ a lavorare all’Isola dei fiori: questa Auschwitz della nostra civiltà, un museo vivente del nostro progresso di degradazione3, un monumento eretto alla gloria del principio di conservazione della massa : « Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma ».

E capisci perché Tu sei li’ ; capisci anche perché Altri come Te ma diversi da Te non sono li’.

Nell’Isola dei fiori ritrovi brandelli d’umanità4. Tutto finisce li’. Tra le tonnellate di materiali ti capita perfino di ritrovarti in mano una bellissima orchidea, con le sue grandi foglie verdi, nel suo vaso, e ti chiedi cosa ci faccia li’, come ha potuto, qualcuno, gettarla cosi’;  può anche capitarti di trovare qualcosa di familiare : un pezzo di foglio strappato, 1/4 di un A4, lato destro in alto; si tratta di una convocazione per un test, per un lavoro al quale anche tu ti eri candidato ormai un mese fa ; leggi la data sull’intestazione, « 29 aprile 2015 » cioè ieri, mentre il test si svolgerà in maggio, ma il giorno é andato perso negli altri pezzi del foglio. Allora pensi che anche tu dovresti aver ricevuto o dovresti ricevere nei prossimi giorni quella stessa convocazione. Andare a verificare nella casella della posta é la prima cosa che farai quando arriverai sulla porta di casa.

Il tuo bisogno di dare a tutto ciò un senso, ti fa scoprire che anche qui, all’Isola dei fiori, c’è spazio per l’utopia, per la poesia, per la tenerezza, per la filosofia. E ti viene voglia di scriverci sopra un articolo, forse più di uno.

A chi ti chiede che lavoro fai, oramai potrai replicare che ti occupi di riciclaggio, o della distruzione di documenti confidenziali. Sul CV potresti perfino mettere « re-cycle management ». Fa figo, fa professionale, fa business school, fa sviluppo sostenibile ; anche se, dal lunedì al venerdì, tocchi con mano l’insostenibile leggerezza di questa forma di sviluppo la cui base é la trasformazione (perché nulla si crea…) e lo stravolgimento permanente della natura e delle vite degli uomini.

1. Considero di fondamentale importanza organizzare delle visite guidate di codesti musei. La rimozione di questi luoghi dalla percezione delle società dei consumi é foriera d’innumerevoli azioni e comportamenti socialmente indesiderabili.
2. L’agenzia interinale Adecco in Belgio é stata recentemente condannata in giustizia perché nel database dei suoi utenti essa associava il codice “BBB” (che sta per Blanc-Bleu-Belge, una razza bovina molto diffusa in Belgio), per poter filtrare i candidati su base “etnica”, qualora le aziende ne facevano esplicitamente richiesta.
3. André Gorz – Metamorfosi del lavoro. Critica della ragione economica (1988, edizione italiana 1992).
4. L’isola dei fiori: cortometraggio del realizzatore brasiliano Jorge Furtado.
Qui il video della versione in francese sottotitolata in italiano.
Qui il video della versione in inglese.